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Riqualificazione Urbana

Il caso Botrugno: la street art di RestArt, da via XX Settembre a via Paolo VI

Redazione OnStage 4 min di lettura

Una strada, non un museo

Si parla spesso di street art come di uno strumento di rigenerazione urbana, con numeri di visitatori e classifiche di borghi dipinti. Quello che OnStage ha fatto a Botrugno è più piccolo e più concreto: portare la street art in strade precise del paese, e farla crescere davanti a chi ci abita.

Questa è la storia di quei muri, edizione per edizione, per quello che possiamo documentare.

2018: la scalinata di via XX Settembre

Il 5 maggio 2018 debutta RestArt - Suburban StreetArt Fest, con il patrocinio del Comune di Botrugno. Il cuore dell'evento è un murale realizzato da Gino Palma sulla scalinata di via XX Settembre, accompagnato da un contest di murales, un freestyle contest e una serata hip hop.

La cosa più importante di quella prima edizione non sta nel risultato finale, ma nel processo: l'iniziativa crea un legame diretto con gli abitanti del quartiere, che seguono giorno per giorno il lavoro dell'artista. Il murale non arriva già fatto: cresce sotto gli occhi di chi abita il quartiere.

2022: un nuovo murale nella stessa strada

Dopo la pausa della pandemia e il ricambio generazionale dell'associazione, il 18 giugno 2022 RestArt torna in via XX Settembre con Restart, la seconda edizione. Il programma tiene insieme una sfida tra street writer, l'inaugurazione di un nuovo murale e un live show con diversi artisti sul palco.

Tornare nella stessa strada significa costruire su quello che c'era: il quartiere che nel 2018 aveva visto nascere il primo murale ne vede arrivare un secondo. Per l'associazione quell'edizione è una pietra miliare del proprio percorso.

2025: il live painting in via Paolo VI

Il 18 aprile 2025 Restart torna per la terza edizione, in versione ridotta, e cambia strada: live painting e dj set in via Paolo VI. Anche qui il principio è lo stesso del 2018: l'opera si fa in pubblico.

Cosa insegna il caso Botrugno

Non abbiamo statistiche sui visitatori o sulle attività commerciali da mostrare. Quello che la storia di RestArt mostra è un metodo semplice:

1. Portare l'arte dove le persone abitano: la scalinata di via XX Settembre, poi via Paolo VI.
2. Lavorare in pubblico: gli abitanti che seguono l'artista giorno per giorno diventano parte dell'opera.
3. Tornare: un secondo murale nella stessa strada dice al quartiere che il primo non era un episodio.
4. Farlo con il Comune: la prima edizione si è svolta con il patrocinio del Comune di Botrugno.

Come è nata l'idea del festival lo raccontiamo in [RestArt: come è nata l'idea di un festival di street art a Botrugno](/blog/restart-2024-come-e-nata-l-idea). Se vuoi aiutarci con le prossime iniziative, [diventa socio](/diventa-socio).