Gestione APS
Codice del Terzo Settore (D.Lgs. 117/2017): la panoramica completa per APS
Introduzione: La riforma che ha trasformato il nonprofit italiano
Il Decreto Legislativo 3 luglio 2017, n. 117 (comunemente noto come Codice del Terzo Settore) rappresenta una pietra miliare nella storia della normativa italiana dedicata alle associazioni e agli enti non profit. Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 2 agosto 2017 e entrato in vigore gradualmente, questo testo normativo ha rivoluzionato il panorama del terzo settore italiano, sostituendo la frammentata disciplina precedente con un sistema ordinato, organico e moderno.
Per chi gestisce un'Associazione di Promozione Sociale (APS) o intende farne parte, comprendere la struttura e i principi di questo codice è fondamentale. Non si tratta solo di obblighi burocratici, ma di una cornice normativa che definisce cosa significa operare nel terzo settore, quali attività si possono svolgere, come organizzarsi e quali benefici fiscali si possono ottenere.
In questa prima puntata della serie "Codice del Terzo Settore", affrontiamo la panoramica completa: la struttura normativa, i principi fondanti, le tipologie di enti previsti e i passaggi chiave che ogni APS deve conoscere per operare in conformità alla legge.
La struttura del D.Lgs. 117/2017: 104 articoli organizzati in 12 titoli
Il Codice del Terzo Settore è articolato in modo logico e gerarchico, suddiviso in 12 Titoli per un totale di 104 articoli. Questa struttura consente una consultazione ordinata e facilita la comprensione delle diverse aree normative.
I 12 Titoli del Codice
1. Titolo I - Principi e disposizioni comuni (Artt. 1-13): Definisce gli enti del terzo settore, i principi di senza scopo di lucro, le attività di interesse generale.
2. Titolo II - Diritti e doveri dei volontari (Artt. 14-21): Regola il rapporto tra volontari e organizzazioni, tutele e responsabilità.
3. Titolo III - Organizzazioni di volontariato (ODV) (Artt. 32-45): Norme specifiche per ODV, requisiti, iscrizione, governance.
4. Titolo IV - Associazioni di promozione sociale (APS) (Artt. 46-58): Disciplina completa delle APS, loro caratteristiche distintive, obblighi.
5. Titolo V - Enti filantropici (Artt. 59-71): Norma gli enti filantropici, loro finalità e governance.
6. Titolo VI - Imprese sociali (Artt. 72-80): Regola le imprese sociali, ibride tra dimensione commerciale e sociale.
7. Titolo VII - Fiscalità del terzo settore (Artt. 81-104): Contiene tutte le disposizioni fiscali, agevolazioni, regime forfetario, IVA, IRPEF.
8. Titolo VIII - Reti associative (Artt. specifici): Governance delle reti tra enti.
9. Titolo IX - Società di mutuo soccorso: Disciplina le storiche società mutualistiche.
10. Titolo X - Registro unico nazionale (RUNTS): Norme sul registro digitale nazionale.
11. Titolo XI - Vigilanza e controllo: Competenze di vigilanza delle autorità pubbliche.
12. Titolo XII - Disposizioni transitorie e finali: Norme di transizione da vecchi regimi (ONLUS) ai nuovi enti.
Cosa regola il Codice del Terzo Settore
Il Codice non è un semplice catalogo normativo: è una riforma complessiva che interviene su:
- Definizione e tipologie di enti (cosa è un ETS, quali forme giuridiche sono riconosciute)
- Attività di interesse generale (Art. 5: le 26 categorie di attività che qualificano un ente come terzo settore)
- Obblighi organizzativi (statuti, assemblee, governance, controlli)
- Diritti dei volontari (tutele, responsabilità, assicurazioni)
- Fiscalità (IRES, IRAP, IVA, regime forfetario, donazioni)
- Contabilità e bilancio (obblighi contabili, deposito documenti, relazione di missione)
- Accesso a benefici e agevolazioni (detrazioni fiscali per donatori, agevolazioni contributive)
Il concetto di Ente del Terzo Settore (ETS): principi fondanti
Una delle innovazioni più significative del D.Lgs. 117/2017 è la definizione unitaria di Ente del Terzo Settore (ETS), che accorpa diverse tipologie sotto un'unica disciplina di base, pur mantenendo specificità per ogni categoria.
Cos'è un ETS: i criteri legali
Secondo l'Art. 4 del Codice, un Ente del Terzo Settore è un'organizzazione che:
1. Opera senza scopo di lucro: non distribuisce profitti ai soci, reinveste tutto in attività di missione.
2. Svolge attività di interesse generale (Art. 5): dedica la sua azione principale a una o più categorie specifiche di utilità sociale.
3. Rispetta il principio di mutualità e solidarietà: privilegia relazioni di reciprocità e supporto comunitario.
4. Subordina il perseguimento dell'interesse economico ai fini civici e solidaristici: non opera per lucro personale.
5. È iscritto al RUNTS (Registro Unico Nazionale Terzo Settore): condizione ormai essenziale per godere delle agevolazioni.
Questi criteri distinguono nettamente gli enti del terzo settore da:
- Imprese commerciali ordinarie (che hanno scopo di lucro)
- Enti pubblici (che sono gestiti da amministrazioni pubbliche)
- Associazioni informali (non registrate, prive di status giuridico)
Le tipologie di ETS previste dal Codice
Il D.Lgs. 117/2017 recognizza 7 tipologie di Ente del Terzo Settore:
| Tipologia | Caratteristica principale | Art. Codice |
|-----------|--------------------------|------------|
| Organizzazioni di Volontariato (ODV) | Attività svolta in via prevalente da volontari non retribuiti | Artt. 32-45 |
| Associazioni di Promozione Sociale (APS) | Possibilità di personale retribuito, attività per associati e/o terzi | Artt. 46-58 |
| Enti filantropici | Patrimonio dedicato a finalità benefiche | Artt. 59-71 |
| Società di mutuo soccorso | Tradizionali società mutualistiche (molto rare) | - |
| Imprese sociali | Ibride: perseguono finalità sociali anche tramite attività commerciale | Artt. 72-80 |
| Reti associative | Aggregazioni di più enti per coordinamento | - |
| Altri ETS | Enti che non rientrano nelle categorie precedenti | - |
Ciascuna tipologia ha requisiti specifici, ma tutte devono sottostare ai principi generali del Codice.
Le attività di interesse generale (Art. 5): il cuore della riforma
L'Art. 5 del Codice del Terzo Settore rappresenta il fulcro della riforma, perché definisce cosa significa operare nel terzo settore. Un ente non profit può essere qualificato come ETS solo se svolge, in via principale o esclusiva, una o più attività di interesse generale.
Le 26 categorie di attività di interesse generale
Il Codice elenca 26 categorie, identificate da lettere (a, b, c... fino a z):
1. Assistenza sociale e servizi sociali: per persone anziane, disabili, vulnerabili
2. Ospitalità e alloggio: housing, rifugi, case famiglia
3. Educazione, istruzione, formazione professionale: scuole, corsi, workshop
4. Ricerca scientifica: di interesse pubblico e sociale
5. Tutela dell'ambiente e paesaggio: conservazione, sostenibilità
6. Sanità: servizi sanitari e socio-sanitari
7. Cultura, arte, arti dello spettacolo: mostre, musica, teatro
8. Sport: promozione dello sport come attività sociale
9. Turismo sostenibile: con finalità educative e di sviluppo locale
10. Inclusione lavorativa: inserimento di persone svantaggiate
11. Accoglienza e integrazione migranti: supporto a richiedenti asilo
12. Lotta alla povertà: contrasto delle emergenze economiche
13. Protezione civile: protezione in situazioni di emergenza
14. Pace e diritti umani: promozione della pace e rispetto dei diritti
15. Sviluppo locale: rivitalizzazione economica di aree svantaggiate
16. Economia solidale e commercio equosolidale
17. Prevenzione e recupero da dipendenze
18. Cooperazione internazionale e sviluppo
19. Riforma istituzionale e advocacy: promozione della democrazia
20. Servizi per anziani: socio-assistenziali specifici
21. Servizi per giovani e minori: protezione, supporto educativo
22. Servizi per persone disabili
23. Educazione civica e consapevolezza
24. Conservazione del patrimonio culturale
25. Servizi di utilità sociale: trasporto, distribuzione viveri, etc.
26. Altre attività di interesse generale (residuale)
Per un'APS, è fondamentale dichiarare quale/quali di queste 26 categorie costituisce la principale attività all'atto della registrazione RUNTS e nello statuto. Questa scelta ha implicazioni fiscali, organizzative e amministrative significative.
Attività strumentali e attività diverse
Accanto alle attività di interesse generale, il Codice consente agli enti di svolgere attività strumentali (funzionali al perseguimento della missione) e attività diverse da quelle di interesse generale, ma solo a condizione che:
1. Lo statuto lo consenta esplicitamente
2. Tali attività rimangono secondarie e strumentali rispetto all'attività principale
3. Il valore economico generato da attività diverse non ecceda una % significativa del reddito complessivo
Questa flessibilità consente ad esempio a un'APS che opera nell'educazione culturale di organizzare anche una piccola attività di vendita di libri o merch, a patto che questo non diventi l'attività principale.
La transizione dalle vecchie norme: ONLUS, ODV, APS storiche
Quando il Codice è entrato in vigore, molte organizzazioni già esistenti avevano uno status diverso. Il processo di transizione è stato graduale e complesso.
Lo status storico di ONLUS (ora superato)
Le ONLUS (Organizzazioni Non Lucrative di Utilità Sociale), introdotte nel 1997, rappresentavano la categoria principale di enti non profit con agevolazioni fiscali. Con il D.Lgs. 117/2017, il regime ONLUS è stato progressivamente superato, culminando nella scadenza definitiva al 31 dicembre 2024. Tutte le ex-ONLUS hanno dovuto convertirsi in una delle tipologie ETS (APS, ODV, Filantropici, etc.) per mantenere i benefici fiscali.
Transizione amministrativa: dal RUNTS
Un aspetto cruciale della riforma è stato l'istituzione del RUNTS (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore), un registro digitale centralizzato che ha progressivamente sostituito i vecchi registri regionali e provinciali. L'iscrizione al RUNTS è diventata obbligatoria per accedere alle agevolazioni fiscali e per la piena riconoscibilità giuridica.
Ogni APS, ODV, ente filantropico etc. deve richiedere l'iscrizione al RUNTS tramite il portale dedicato (https://www.servizi.lavoro.gov.it/runts), compilando questionari dettagliati su:
- Dati identificativi
- Tipologia di ente e attività principale
- Statuto e governance
- Bilancio e rendiconti
Una volta iscritto al RUNTS, l'ente è pubblicamente visibile e verificabile, il che accresce trasparenza e credibilità.
Aggiornamenti recenti: il D.Lgs. 186/2025
È importante segnalare che il Codice del Terzo Settore non è rimasto statico: ha subito aggiornamenti significativi, tra cui il Decreto Legislativo 4 dicembre 2025, n. 186, che ha apportato modifiche importanti in materia di fiscalità (in particolare l'aggiornamento della soglia del regime forfetario, ora fissata a 85.000€) e altri adeguamenti normativi.
Questa evoluzione della norma riflette l'esigenza di mantenere la disciplina coerente con le direttive europee e le mutevoli esigenze del terzo settore italiano. Per questo motivo, è essenziale che chi gestisce un'APS aggiorni regolarmente la propria conoscenza della norma e rimanga informato dei cambiamenti.
Obblighi e benefici: il quadro d'insieme
Obblighi per chi è registrato come ETS
L'iscrizione al RUNTS e l'operazione come Ente del Terzo Settore comportano una serie di obblighi:
1. Bilancio annuale e rendiconto (entro scadenze specifiche)
2. Libri sociali (registro assemblee, delibere)
3. Relazione di missione (descrizione attività svolta)
4. Dichiarazione RUNTS annuale (aggiornamento dati)
5. Rispetto dei limiti di senza scopo di lucro (non distribuire profitti)
6. Statuto coerente col Codice (contenere requisiti specifici)
7. Trasparenza organizzativa (informazioni pubbliche su governance, bilanci, vertici)
Benefici e agevolazioni
In cambio degli obblighi, gli ETS godono di benefici significativi:
1. Agevolazioni fiscali per l'ente: IRES ridotta, esenzione IVA su attività di interesse generale, regime forfetario
2. Detrazioni e deduzioni per i donatori: fino al 35% delle donazioni, donazioni in natura, etc.
3. Contributi pubblici: accesso a finanziamenti regionali, nazionali, europei
4. Riconoscibilità giuridica: maggiore credibilità e fiducia
5. Semplificazioni amministrative: contabilità semplificata per piccoli enti
6. Tutele normative: protezione di volontari, regole chiare di governance
Struttura organizzativa e governance: cosa prescrive il Codice
Il D.Lgs. 117/2017 non prescrive un'unica forma organizzativa, ma stabilisce principi fondamentali che ogni APS deve rispettare nello statuto:
Organi essenziali
1. Assemblea: organo sovrano dove decidono i soci/associati
2. Consiglio direttivo/Amministrazione: organo esecutivo
3. Revisore/Collegio dei revisori (per enti di dimensione maggiore): controllo interno
Principi di democraticità
Lo statuto deve prevedere:
- Criteri di adesione e esclusione chiari
- Diritti dei soci (voto, informazioni, partecipazione)
- Regole per assemblee e delibere
- Cause di inconferibilità per gli amministratori (no conflitti di interesse)
- Trasparenza sulle remunerazioni di dirigenti e dipendenti
Il Codice scoraggia strutture oligarchiche: ogni APS deve dimostrare che il potere decisionale è diffuso e che non esistono beneficiari privilegiati di tipo economico.
Conclusioni: perché il Codice del Terzo Settore è importante per la tua APS
Il D.Lgs. 117/2017 rappresenta un passaggio da un regime frammentario e disomogeneo a un sistema moderno e coerente. Per chi gestisce un'APS, significa:
- Chiarezza normativa: sapere esattamente quale attività svolgere, come organizzarsi, quali obblighi rispettare
- Protezione legale: riconoscibilità giuridica, responsabilità definita, tutele per volontari
- Accesso a benefici: agevolazioni fiscali significative, credibilità presso finanziatori e partner
- Partecipazione al RUNTS: visibilità e trasparenza come elemento distintivo del terzo settore italiano
- Coerenza europea: il Codice allinea l'Italia con le direttive europee su economia solidale e terzo settore
Se la tua APS non è ancora pienamente conforme al Codice del Terzo Settore (ad es., ancora in transizione da vecchi regimi ONLUS, statuto non aggiornato, non iscritta al RUNTS), è urgente mettersi in regola: i benefici fiscali e organizzativi ne valgono ampiamente lo sforzo amministrativo.
Fonti e approfondimenti
- Gazzetta Ufficiale - D.Lgs. 117/2017 - Testo ufficiale del Codice del Terzo Settore
- Ministero del Lavoro - Codice Terzo Settore - PDF ufficiale del D.Lgs. 117/2017
- RUNTS - Registro Unico Nazionale - Portale di iscrizione e gestione
- Cantiere Terzo Settore - Riforma completa - Analisi organizzata per titoli
- Altalex - Codice del Terzo Settore - Database normativo aggiornato
Disclaimer
Questo articolo fornisce informazioni di carattere generale sul Codice del Terzo Settore aggiornate a settembre 2026. Per questioni specifiche relative alla tua APS, consulta sempre un commercialista o un legale specializzato in diritto non profit, poiché la normativa continua a evolversi e le circostanze concrete possono richiedere valutazioni personalizzate.
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Nella prossima puntata approfondiremo le differenze tra APS, ODV e ETS: quali sono i requisiti specifici per scegliere la forma giuridica più adatta alla tua organizzazione.
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