Dietro le Quinte
Come si organizza un festival no-profit: la nostra esperienza
Organizzare un festival: più facile a dirsi che a farsi
Quando abbiamo fondato OnStage APS nel 2021, avevamo un'idea semplice: portare arte e cultura hip-hop nei borghi del Salento. Non avevamo esperienza di organizzazione eventi, quasi nessun budget e tanto entusiasmo. Tre anni dopo, RestArt è diventato un festival riconosciuto a livello regionale.
Cosa abbiamo imparato?
1. Il permesso è il vero festival
Burocrazia: questo è il primo ostacolo che molte associazioni non superano. Occupazione di suolo pubblico, autorizzazioni SIAE, notifiche alle forze dell'ordine, valutazione di impatto acustico... La lista è lunga.
Consiglio pratico: inizia le pratiche burocratiche sei mesi prima. Costruisci un rapporto diretto con l'ufficio cultura del Comune — non i moduli, le persone.
2. Budget: la regola del triplo
Qualunque cifra stimi, moltiplicala per tre. Gli imprevisti sono la norma, non l'eccezione.
Voci spesso dimenticate:
- Assicurazione evento
- Smaltimento rifiuti
- Compenso equo per i volontari (rimborso spese, pasti)
- Attrezzatura di backup (il PA si rompe sempre)
3. Comunicazione: inizia prima che tu sia pronto
Molte associazioni aspettano di avere tutto definito per comunicare. Errore. Costruisci anticipazione mesi prima: teaser, backstage, countdown. Il pubblico si fidelizza durante l'attesa, non durante l'evento.
4. Il giorno dopo
Un festival finisce la sera stessa: il giorno dopo inizia il prossimo. Raccogli subito feedback, ringrazia i partner, pubblica le foto. La memoria collettiva di un evento si costruisce nelle 48 ore successive.
Il nostro errore più grande
RestArt 2023: abbiamo sottovalutato il catering. Trecento persone, un solo banchetto. La coda era più lunga dello show principale. Non dimenticheremo mai quella lezione.