Dietro le Quinte
Intervista a un writer salentino: "Il muro è la mia tela, il paese è il mio museo"
Franz: vent'anni di muri e vernice
Francesco Donato, per tutti Franz, ha iniziato a dipingere muri a sedici anni in un quartiere di Lecce. Oggi, a trentasei anni, le sue opere decorano città italiane ed europee. L'abbiamo incontrato a margine di RestArt 2025.
Come hai iniziato?
"Come tutti, con una bomboletta rubata e muri sbagliati. Ma poi ho capito che volevo fare qualcosa di duraturo, non solo firmare il mio nome. Ho iniziato a studiare: Basquiat, Banksy, Os Gemeos, Keith Haring. Ho capito che il writing poteva essere pittura vera."
Come è cambiata la scena nel Salento?
"Quando ho iniziato, fare un murales era quasi un atto criminale. Oggi ci sono festival, commissioni pubbliche, residenze artistiche. Il Salento è diventato un luogo dove l'arte urbana ha senso — c'è già una tradizione di decorazione delle superfici, basti pensare alle chiese barocche. Siamo eredi di quella tradizione, in modo diverso."
Cosa ti ha colpito di RestArt?
"L'organizzazione di OnStage APS è seria. Non ti mettono su un muro qualunque: c'è un brief, c'è un dialogo con la comunità, c'è tempo per fare le cose bene. Ho realizzato il murales in Via Roma in quattro giorni. È stata una delle esperienze più belle della mia carriera."
Un consiglio per chi inizia?
"Disegna sempre, anche su carta. Il muro amplifica tutto, gli errori inclusi. E studia la storia: senza sapere da dove vieni, non puoi sapere dove vai."
Franz parteciperà anche a RestArt 2026. I suoi portfolio sono disponibili su Instagram.