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Gestione APS

Regime fiscale ETS: decommercializzazione (Art. 79 CTS), cosa cambia per la tua APS

Redazione OnStage 25 min di lettura Parte ? · Fiscalità APS

Intro: la rivoluzione fiscale che nessuno capisce (ancora)

Dal 1° gennaio 2026, entra in vigore il regime fiscale dell'Articolo 79 del Codice Terzo Settore (CTS), il D.Lgs. 117/2017. Non è una piccola modifica normativa: è il cambio più importante della fiscalità no-profit in vent'anni.

In due parole: le attività di una APS/ETS che riguardano l'interesse generale (cultura, ricerca, sanità, volontariato, formazione) non pagano quasi niente di tasse se operate a costo (ossia, se non realizzate profitti significativi).

Cosa significa "a costo"? Significa che potete avere un margine massimo del +6% tra entrate e spese di quella attività, per tre anni consecutivi. Se riuscite a stare in questo margine, non pagherete IRPEF, IRES, IMU, o tasse comunali su quelle entrate. È una esenzione totale.

Il problema? Migliaia di APS non sanno ancora che questa regola esiste, e altre la stanno applicando male. Vi spieghiamo come usarla (e come evitare i rischi), con esempi concreti.

La domanda di fondo: cosa è un'attività "commerciale" per un'APS?

Prima di capire la decommercializzazione, serve una distinzione base che molti confondono.

Un'APS può svolgere due tipi di attività:

Tipo 1: Attività istituzionali (di interesse generale)

Sono quelle previste nel vostro statuto come scopo principale. Per una APS culturale:
- Organizzare festival, mostre, concerti pubblici
- Offrire workshop e corsi di formazione
- Ricerca storica, artistica, scientifica
- Laboratori per comunità

Quando fate queste cose, state perseguendo l'interesse generale. È il vostro scopo statutario.

Tipo 2: Attività commerciali (strumentali/accessorie)

Sono attività secondarie che fate per autofinanziarvi. Esempi:
- Vendita di gadget/merchandising
- Catering/ristorazione a un evento
- Affitto di spazi
- Consulenza commerciale fornita a terzi
- Corsi a pagamento rivolti solo a "clienti" (non a associati)

L'attività di tipo 2 è "commerciale" perché genera profitto per autofinanziarsi.

L'Articolo 79 CTS: la decommercializzazione

L'Art. 79 crea una nuova categoria fiscale: le attività istituzionali (tipo 1) sono considerate non commerciali, quindi esentasse, purché operi nel cosiddetto regime di costo-parity o leggermente in surplus.

Qui comincia il tecnico. Riprendiamo fiato.

Cosa significa "attività di interesse generale non commerciale"

Un'attività è considerata non commerciale quando:
1. È una attività istituzionale (nel vostro statuto)
2. È offerta gratis o al costo di gestione (senza profitto significativo)
3. Il margine (se esiste) non supera certi limiti

I margini consentiti

Qui entra il numero magico: il +6%.

Se la vostra attività di interesse generale (es: festival culturale) genera:
- Costi: 10.000 euro (artisti, spazi, assicurazioni, volontari, ecc.)
- Ricavi: 10.600 euro (biglietti, sponsor, contributi pubblici)
- Margine: 600 euro (+6%)

Questo margine è totalmente esente da imposte. Non pagherete IRPEF, IRES, nulla.

Se il margine è +8% (10.800 euro di ricavi), allora i 200 euro oltre il +6% saranno tassati come reddito della APS.

Durata temporale

Il margine al +6% è consentito per tre anni consecutivi. Se nel 2026, 2027, 2028 state in questo margine, bene. Se nel 2029 superate il +6%, per l'anno 2029 la tassazione torna normale.

Ma se continuate a superare il +6% per quattro anni di fila (2029, 2030, 2031, 2032), l'Agenzia Entrate potrebbe contestare che l'attività non è più "istituzionale" ma "commerciale", e retassare i margini degli anni passati. È il rischio maggiore.

Caso concreto: il Festival OnStage

Immaginiamo il nostro OnStage APS organizzi il "RestArt 2026", un festival culturale di tre giorni:

Budget

| Voce | Importo |
|------|---------|
| Compensi artisti | 4.000 |
| Spazi (piazza, affitti) | 1.500 |
| Assicurazione RC | 800 |
| Materiali, stampe | 600 |
| Volontari (rimborsi) | 500 |
| Totale Costi | 7.400 |

Ricavi

| Voce | Importo |
|------|---------|
| Biglietti (200 x 30 euro) | 6.000 |
| Sponsor locali | 1.200 |
| Contributo Comune | 800 |
| Donazioni | 300 |
| Totale Ricavi | 8.300 |

Analisi fiscale

- Ricavi: 8.300 euro
- Costi: 7.400 euro
- Margine: 900 euro
- Percentuale margine: 900 / 7.400 = 12.2%

Il 12.2% supera il 6% consentito. Agenzia Entrate potrebbe dire: "OnStage, il vostro festival ha margine del 12%, quindi i 900 euro sono reddito imponibile."

Nel 2026, OnStage pagherebbe imposte su ~400 euro (la differenza tra 12.2% e 6%).

Come evitare il problema?

OnStage ha opzioni:

Opzione A: Aumentare i costi per abbassare il margine. Esempio:
- Pagare di più gli artisti (+ 300 euro)
- Affittare uno spazio migliore (+ 200 euro)
- Incrementare i rimborsi volontari (+ 400 euro)
- Nuovi costi totali: 7.400 + 900 = 8.300 euro
- Nuovo margine: 0% (ricavi = costi)

Risultato: nessuna tassa. Tutto il surplus è stato reinvestito nella qualità dell'evento.

Opzione B: Ridurre i ricavi (ma non la qualità). Esempio:
- Abbassare il prezzo del biglietto da 30 a 28 euro (-400 euro)
- Ridurre il margine dalla pubblicità sponsor (+200 euro invece di +1.200)
- Nuovi ricavi: 8.300 - 600 = 7.700 euro
- Nuovo margine: 300 euro = 300 / 7.400 = 4% ✓

Risultato: margine sotto il 6%, tutto esente.

Opzione C: Fare due bilanci separati (se il festival ha una parte commerciale). Esempio:
- Area "Festival pubblico" (costo-parity): biglietti + contributi + sponsor = margine 6%
- Area "Merchandising": vendita magliette del festival = ricavo commerciale puro (pagherete imposte)
- Separarle nei bilanci del 2026 per chiarezza

La scelta dipende dalla filosofia: preferite un festival inclusivo con biglietto basso, o un festival con surplus che finanziano attività future?

Come documentare tutto per Agenzia Entrate

La decommercializzazione non è automatica: dovete documentarla nel bilancio 2025.

Cosa dovete scrivere nel bilancio 2026 (per esercizio 2025)

Nella relazione gestionale, includete:
1. Elenco attività istituzionali: (es: "Festival RestArt, Workshop Freestyle 101, Laboratori comunità")
2. Per ogni attività: costi totali e ricavi totali
3. Calcolo del margine: (ricavi - costi) / costi × 100
4. Dichiarazione: "Le attività sotto indicate sono non commerciali ai sensi Art. 79 CTS, in quanto svolte a costo-parity entro il margine del 6%"
5. Documentazione allegata: bilancio analitico per attività (foglio Excel per Agenzia Entrate se richiesto)

Esempio di tabella da includere:

| Attività | Costi | Ricavi | Margine % | Art. 79? |
|----------|-------|--------|-----------|----------|
| Festival RestArt | 7.400 | 8.300 | +12% | No (supera 6%) |
| Workshop Freestyle | 2.000 | 1.950 | -2.5% | Sì (sotto costo) |
| Laboratori comuni | 1.500 | 1.500 | 0% | Sì (costo-parity) |

Cosa succede se Agenzia Entrate vi contesta?

Scenario: Agenzia Entrate esamina il vostro bilancio 2026 e dice: "OnStage, il vostro Festival RestArt ha margine 12%, non 6%. Dovete pagare imposte su 400 euro di reddito."

Avete diritto di ricorso. La giurisprudenza è ancora in evoluzione, e Agenzia Entrate non ha ancora chiarito perfettamente cosa significa "costo-parity". Potete:

1. Richiedere un interpello (domanda informale) a Agenzia Entrate prima del 2026, spiegando il vostro modello di bilancio. Vi daranno risposta (non vincolante, ma utile)
2. Tenere documentazione dettagliata: ogni ricavo e ogni costo devono avere scontrino, fattura, documentazione. Agenzia Entrate vi crede più se avete carta
3. Se la contestazione arriva, contestare a vostra volta mostrando che il margine era necessario per coprire i costi (per legge, pagare volontari decentemente, assicurazioni, ecc.)

Il rischio di retassazione dal 2026 è basso se state in buona fede, ma il tono dell'Agenzia Entrate è ancora incerto. Fatevi aiutare da un commercialista che conosce bene il CTS.

Le tre attività "decommercializzate" speciali per APS

L'Art. 79 cita tre categorie di attività speciali per cui la decommercializzazione è automatica (senza limiti di margine):

1. Ricerca scientifica di particolare interesse sociale

Se la vostra APS (rara, lo sappiamo) conduce ricerca scientifica, i ricavi da:
- Ricerca diretta
- Ricerca affidata a università o enti di ricerca
Sono sempre non commerciali, senza limite di margine.

Esempio: un'APS che studia tecniche di street art durabile, in collaborazione con una università. I ricavi da questa ricerca non sono mai tassati.

2. Vendita di pubblicazioni proprie

Se produce libri, riviste, cataloghi propri (non editoria terzi), i ricavi da vendita sono decommercializzati (senza limite margine).

Esempio: OnStage APS pubblica un libro sulla storia del freestyle pugliese. Vende 500 copie a 15 euro = 7.500 euro ricavi. Non tassati se il libro documenta genuinamente la vostra attività.

3. Vitto, alloggio, turismo (solo per APS e ODV)

Se la vostra APS organizza visite guidate, gite, campi estivi, ritiri culturali, i ricavi sono decommercializzati senza limite margine.

Esempio: OnStage APS organizza un "tour muralista" a Lecce con 30 partecipanti, 200 euro a testa = 6.000 euro. Spese: 4.000 euro. Margine: 2.000 euro (50%). Non tassato perché rientra in "organizzazione di tour e turismo culturale".

Attenzione: questo vale solo per APS e ODV, non per ETS generici.

Regime forfettario alternativo: Art. 86 CTS

Se la decommercializzazione vi sembra complicata, l'Art. 86 CTS offre un regime forfettario semplificato.

In breve:
- Se la vostra APS ha avuto ricavi < 85.000 euro nel 2025, potete applicare un coefficiente forfettario di redditività al 3% (per APS) o 1% (per ODV)
- Significa: i vostri ricavi sono considerati al 3% di redditività. Se ricavi 50.000 euro, il reddito imponibile è 50.000 × 3% = 1.500 euro. Su quei 1.500 euro pagate imposte (IRES, che per APS è 12%)

Esempio:
- Ricavi 2025: 50.000 euro
- Reddito imponibile Art. 86: 50.000 × 3% = 1.500 euro
- IRES dovuta (12%): 180 euro

Vs. sistema tradizionale (senza Art. 86):
- Se il vostro margine è 10% su 50.000 = 5.000 euro di ricavo netto
- IRES dovuta (12% su 5.000): 600 euro

Con Art. 86 risparmi 420 euro.

Strategia: se state tra 30.000 e 85.000 euro di ricavi, e la decommercializzazione sembra complicata, usate Art. 86 (più semplice, meno contenzioso, forfettario).

Box: Attività commerciali vere (che pagano tasse)

Non confondete attività decommercializzate con attività commerciali vere. Una APS può svolgere pure attività commerciali (che pagano tasse):

- Vendita di gadget/merchandising non direttamente connesso all'attività (magliette generiche, cappellini, ecc.)
- Servizi di consulenza a terzi (se offrire consulenza non è il vostro scopo statutario)
- Affitto di spazi (se avete una sede e affittate la sala a terzi)
- Ristorazione (se servite cibo a un evento per profitto, non come servizio ai partecipanti)

Queste vanno separate nel bilancio e subiscono tassazione normale (IRES, IMU se richiesta, ecc.).

Procedura pratica: come compilare il bilancio 2026

Se la vostra APS vuole usare Art. 79 (decommercializzazione) nel bilancio 2026, ecco il workflow:

1. Identificate le attività istituzionali: elencatele nel vostro bilancio (Nota integrativa)
2. Create una tabella analitica: per ogni attività, costi separati, ricavi separati
3. Calcolate il margine: (ricavi - costi) / costi
4. Dichiarate: "Le seguenti attività sono qualificate come non commerciali ai sensi Art. 79 CTS"
5. Conservate documentazione: fatture, scontrini, estratti bancari che provano costi e ricavi
6. Fate revisionare il bilancio da un commercialista che conosce il CTS (non tutti lo conoscono!)

Se il commercialista dice: "Non so come compilare il vostro bilancio con Art. 79", cambiate commercialista. Ci sono studio specializzati in no-profit (cercate "commercialista terzo settore" + vostra regione).

Rischi e limiti dell'Art. 79

Parliamo chiaro: il regime dell'Art. 79 è ancora soggetto a interpretazione. Agenzia Entrate sta ancora emettendo circolari chiarificatrici. Ecco i rischi:

Rischio 1: Rivalutazione futura

Tra tre anni, Agenzia Entrate potrebbe dire: "Abbiamo rivalutato la norma. Quei margini che voi dichiaravate come 'decommercializzati' in realtà erano commerciali." Retassazione nei 5 anni precedenti.

Probabilità: bassa (ma possibile).

Rischio 2: Variabilità anno per anno

Se nel 2026 state al +4% (safe), ma nel 2027 salite a +7% (sopra soglia), nel 2028 ridiscendete a +5%, Agenzia Entrate potrebbe contestare il 2027. Non è chiaro se il limite è "per anno" o "media triennale".

Consiglio: mantenetevi sempre sotto il +6%, con margine di sicurezza (es: +4-5%).

Rischio 3: Obblighi documentali

Per usare Art. 79, dovete avere bilanci analitici per attività. Se non li tenete, Agenzia Entrate potrebbe dire: "Non ci provate che quella attività era non commerciale." Dovete per forza separarvi.

CTA: coinvolgete il vostro commercialista adesso

Se la vostra APS ha ricavi > 50.000 euro nel 2025, cominciate a discutere Art. 79 con il vostro commercialista adesso (almeno entro giugno 2026).

Se non avete un commercialista, cercatene uno specializzato in terzo settore. Chiedete loro:
- "Conoscete l'Art. 79 CTS e la decommercializzazione?"
- "Avete clienti APS che usano il regime forfettario Art. 86?"
- "Come consigliate di documentare le attività non commerciali?"

Se rispondono in modo vago, cercate altri.

Il costo di un bravo commercialista (500-1.500 euro/anno) è irrilevante se vi fa risparmiare 2.000-3.000 euro di tasse grazie ad Art. 79 o 86.

Disclaimer

Questo articolo è informativo e si basa sulla normativa CTS aggiornata a maggio 2026. L'Art. 79 è ancora in fase evolutiva. Agenzia Entrate non ha emanato una circolare definitiva su come applicare la decommercializzazione. Molti tribunali tributari hanno già iniziato a decidere su ricorsi (ricevuti prima del 2026), ma non c'è jurisprudenza consolidata.

Non è consiglio fiscale vero e proprio. Consultate sempre un commercialista con esperienza in terzo settore prima di applicare il regime Art. 79 o 86 al vostro bilancio 2026.

Se ricevete una contestazione da Agenzia Entrate su Art. 79, rivolgevi a uno studio specializzato in ricorsi tributari (non a un commercialista generico).


Fonti normative:
- D.Lgs. 117/2017, Art. 79 — Regime fiscale degli ETS
- D.Lgs. 117/2017, Art. 86 — Regime forfettario APS/ODV
- Agenzia Entrate — Regime fiscale ETS
- Cantiere Terzo Settore — Guida Art. 79 CTS

Approfondimenti consigliate:
- Circolare Agenzia Entrate su Codice Terzo Settore (ricercate nel sito agenziaentrate.gov.it)
- Linee guida RUNTS su regime fiscale ETS


Link interni della serie Fiscalità APS:
1. [5x1000 per APS: iscrizione elenco 2026](/blog/5x1000-aps-iscrizione-elenco-2026-procedura-agenzia-entrate)
2. [Erogazioni liberali APS: detrazione 19%](/blog/erogazioni-liberali-aps-detrazione-19-percento-deducibilita)
3. Regime fiscale ETS: decommercializzazione (questo articolo)
4. [Modello EAS per APS: scadenze e sanzioni](/blog/modello-eas-aps-quando-presentarlo-cosa-rischi-non-fario)
5. [IVA e Terzo Settore: esenzioni 2026](/blog/iva-terzo-settore-aps-quando-applicarla-esenzioni-2026)